Il Milano Film Fest arreda i propri spazi con Stooping: al Piccolo Teatro la sala stampa diventa sostenibile

Descrizione

Il Milano Film Fest sposa la sostenibilità e arreda i propri spazi con Stooping, la startup italiana a impatto sociale e ambientale che promuove il riuso di beni durevoli attraverso una community digitale e servizi dedicati a cittadini e organizzazioni. In particolare, la sala stampa presso il Piccolo Teatro Strehler, una delle case di questa edizione (con eventi fino al 9 giugno), è allestita in questi giorni con divani, sedute e salottini, che vivono così una seconda vita.

Stooping sarà protagonista al festival anche con un evento speciale, sabato 6 giugno nel giardino del CAM Garibaldi dalle ore 14, con uno Swap Party, l’incontro dedicato allo scambio gratuito di oggetti. Gli Swap Party di Stooping sono pensati per promuovere il riuso in modo semplice, creativo e coinvolgente: i partecipanti possono portare beni che non utilizzano più e scambiarli con altri oggetti messi a disposizione dalla comunità, dando nuova vita a risorse ancora perfettamente utilizzabili. Più di un semplice momento di scambio, gli Swap Party rappresentano occasioni di incontro, condivisione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare. Attraverso un’esperienza accessibile e inclusiva, favoriscono la riduzione degli sprechi, incoraggiano un consumo più consapevole e contribuiscono a rafforzare il senso di comunità tra le persone che partecipano.

Nata dall’esperienza della community Instagram Stooping Milano, oggi conta una rete di decine di migliaia di persone accomunate dall’obiettivo di ridurre gli sprechi. La missione di Stooping è trasformare il modo in cui le persone interagiscono con i beni usati. Attraverso iniziative online e offline, Stooping favorisce il recupero di arredi, complementi d’arredo, oggetti per la casa e beni ancora perfettamente utilizzabili che altrimenti rischierebbero di diventare rifiuti. Stooping realizza allestimenti sostenibili per aziende, eventi, spazi culturali, uffici e realtà del territorio, trasformando arredi e oggetti recuperati in elementi capaci di raccontare una storia e dare identità agli ambienti. Attraverso un’attenta attività di ricerca, selezione e curatela, progetta spazi unici che combinano sostenibilità, design e valore culturale, dimostrando come il riuso possa diventare una leva creativa e non solo una scelta ambientale.

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10 Giugno 2026

Milano Film Fest 2026: annunciati i film vincitori

Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025), ritratto on the road di un’amicizia tra due ragazzi messa a dura prova dal viaggio verso l’Europa, e A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025), riflessione originale e critica sul sistema scolastico ed educativo, vincono rispettivamente i premi come miglior lungometraggio e miglior cortometraggio del Milano Film Fest 2026. 

I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione all’Anteo Palazzo del Cinema, alla presenza del direttore artistico Claudio Santamaria.

La Giuria dei Lungometraggi composta da Valeria Bruni Tedeschi (Presidente), Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico ha assegnato i seguenti premi:

Premio al Miglior Lungometraggio in concorso (5000 €) a Where the Wind Comes From di Amel Guellaty con la seguente motivazione: 

“Un’opera al contempo semplice e sofisticata, libera e poetica, che impone una visione della vita originale e potente dal punto di vista cinematografico. Pur nella sua essenzialità, il film restituisce uno spaccato autentico della società del paese d’origine, la Tunisia, affidandosi ad attori che non si limitano a recitare, ma semplicemente sono. Questa purezza espressiva e questa libertà formale evocano il meglio del cinema iraniano, mentre il titolo richiama alla memoria un film di alta poesia di Pasolini, “Che cosa sono le nuvole?”. Una cifra stilistica altissima, capace di regalare al film un respiro universale”. 

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare la menzione speciale “Futuro” agli interpreti di Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025) Eya Bellagha e Slim Baccar con la seguente motivazione: 

“I due ragazzi protagonisti, con la loro giovinezza, il loro bisogno di libertà e la loro vitale energia, mantengono l’opera in una tensione costante e mai allentata, incarnando la necessità urgente di andare altrove. Senza mai cedere al cliché del “giovane arrabbiato”, i due interpreti costruiscono un legame magnetico, guidato da un affetto naturale, profondo e mai forzato”.

Premio per la Miglior Interpretazione Maschile a Matthew Shear, interprete e regista di Fantasy Life (USA, 2026) con la seguente motivazione: 

“Per l’equilibrio, la misura e la credibilità con cui ha guidato l’intera interpretazione, arricchendola di una sottile autoironia. La sua performance è così generosa e focalizzata sul personaggio da far quasi dimenticare che sia lui stesso il regista del film: muovendosi con la totale libertà di un attore chiamato a servire una storia altrui, ha saputo integrarsi perfettamente in un’architettura narrativa solida e strutturata, firmando un’opera in cui regia e interpretazione si completano a vicenda”.

Il Premio per la Miglior Interpretazione Femminile a Sarah Pachou, Mélanie Laurent, Angelina Woreth per The Wonderers  di Josephine Japy (Francia, 2025) con la seguente motivazione:

“Per la straordinaria forza dell’unità d’insieme espressa sullo schermo. Il grande lavoro di costruzione attoriale della giovane protagonista trova un perfetto contrappunto nell’interpretazione per sottrazione della madre. Tutte e tre le donne sfuggono costantemente alla prevedibilità e ai cliché, traducendo la sofferenza in un lavoro pulito, fatto di silenzi e sottintesi. L’adolescente commuove nel suo sentirsi imprigionata dalle dinamiche familiari e, al contempo, profondamente piena d’amore per la madre e la sorella. La sua maturità si scontra con un sentimento contrastante: il desiderio umano di non voler essere adulta. Mélanie impressiona per interiorità, profondità espressiva e intelligenza emotiva, affiancata da una giovane interprete il cui lavoro, mai forzato, scompare dietro l’assoluta autenticità del ruolo”.

La Giuria dei Cortometraggi composta da Margherita Vicario (Presidente), Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti ha assegnato i seguenti premi e riconoscimenti speciali:

Il Premio al Miglior Cortometraggio (2500 €) al film A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025) 

con la seguente motivazione: “Perché attraverso una forma estremamente dinamica, ma mai superficiale e sfruttando al massimo le potenzialità emotive di un elaborato montaggio audio e video, affronta un tema che ci riguarda tutti, di natura quindi pubblica e privata. Politica e personale. Un piccolo mondo scolastico rappresenta problematiche universali: ci mostra che un rapporto umano valido, se messo al centro, puo’ lentamente cambiare le cose ma purtroppo non basta se il peso di questa responsabilità non è sorretto da un sistema collettivo virtuoso. Nonostante la frustrazione, è evidente però che la fatica quotidiana anche quando ci appare insensata non è mai vana e inutile. Per queste motivazioni vince all’unanimità Il premio miglior corto 2026 del Milano Film Fest A Sisyphean Task”.

La Giuria dei cortometraggi ha assegnato inoltre due menzioni speciali ai corti:

Concrete Kids di Saulius Baradinskas (Lituania, 2026) 

“per l’originalità estetica, la capacità di far dialogare e convivere scenografia, fotografia, costumi, scelte musicali e coreografiche coraggiose all’insegna di un’ armonia audio visiva estremamente godibile”.

Faux Bijoux di Jessy Moussallem (Francia, Libano, 2025) 

“per aver affrontato un tema controverso e di grande attualità con sensibilità, delicatezza e profondità, evitando ogni forma di giudizio. Attraverso l’incontro tra la giovane protagonista animata dal desiderio di fuga e una donna europea alla ricerca di una gestante per il proprio figlio, la regista costruisce un racconto capace di mettere in dialogo due mondi apparentemente lontani, il Libano e l’Occidente. Tra bisogni contrapposti, disperazione e speranza condivise, emerge uno sguardo umano e partecipe che restituisce tutta la complessità delle scelte individuali e delle disuguaglianze globali”.

Infine, il film “Where the Wind Comes From” di Amel Guellaty vince anche il Premio al Miglior Lungometraggio della Giuria Studentesca, composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED. 

La giuria ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “per aver saputo trasformare un coinvolgente coming of age in un racconto autentico e universale, capace di intrecciare sogno e realtà, leggerezza e intensità emotiva. Attraverso il viaggio dei suoi protagonisti, il film restituisce il ritratto di una generazione alla ricerca del proprio posto nel mondo, che affronta le contraddizioni del presente con coraggio, resilienza e speranza. Con uno sguardo poetico e genuino, Amel Guellaty dà voce ai giovani e alle donne di una Tunisia in trasformazione, realizzando un’opera prima capace di parlare ben oltre i confini in cui affonda le sue radici.”

8 Giugno 2026

JoeVelluto firma i Premi del Milano Film Fest 2026

Uno specchio di luce in cui la città si riflette, un simbolo della relazione tra Milano e il cinema: sono queste le idee che hanno ispirato il design dei premi del Milano Film Fest firmati quest’anno da JoeVelluto, che verranno consegnati ai vincitori della manifestazione nella cerimonia di domani, martedì 9 giugno alle 21.30 all’Anteo Palazzo del Cinema. Il premio vede la collaborazione di Adi Design Museum in qualità di advisor. 

Partendo dalla lettera M, vero e proprio simbolo della città e del Milano Film Fest, il celebre studio crea un design visionario e originale articolato in tre diverse altezze, corrispondenti alle categorie premiate: il premio più alto per il Miglior Lungometraggio, quello intermedio per il Miglior Cortometraggio e il terzo per il Premio della Giuria Studentesca – Miglior Lungometraggio. Tre variazioni della stessa forma, pensate come presenze riconoscibili per celebrare il cinema e, insieme, la città che lo ospita.

«Per il Milano Film Fest abbiamo voluto creare un premio che fosse al tempo stesso simbolo, architettura e superficie narrativa. La “M” di Milano Film Fest diventa una forma verticale e luminosa, capace di richiamare Milano e di riflettere il linguaggio del cinema: un oggetto apparentemente statico, ma in realtà sempre diverso, perché cambia con la luce, con lo spazio e con lo sguardo di chi lo osserva.», dichiara Andrea Maragno, fondatore dello studio di design e comunicazione JoeVelluto. 

Una piccola architettura verticale che richiama le guglie del Duomo di Milano, le cui superfici sottili, metalliche e slanciate costruiscono un volume mutevole, capace di cambiare percezione a seconda dell’angolo di osservazione. Un premio che, pur nella sua apparente staticità, trascende dalla mera dimensione fisica, trasformandosi in un oggetto in movimento e incarnando perfettamente la natura del festival. Le sue superfici accolgono, riflettono e proiettano le immagini dell’ambiente circostante, evocando metaforicamente lo schermo cinematografico, luogo in cui le immagini prendono forma e diventano racconti.Dai primi anni 2000, JoeVelluto si è affermato nel panorama del design internazionale grazie ad un approccio sperimentale e di ricerca, adottando un forte taglio comunicativo e positivo. Grazie a questa esperienza pluriennale, lo studio ha sviluppato una grande versatilità nel mondo della creatività e dell’innovazione, passando agilmente dal contesto culturale a quello commerciale. JoeVelluto lavora, infatti, con grandi aziende, ma anche con PMI, start-ups, organizzazioni, istituzioni, musei e nonprofits, adottando un punto di vista multidisciplinare sempre diverso e mirando al cuore della richiesta attraverso insight che si generano sviluppando una profonda relazione con i partner.

JoeVelluto presenta una filosofia progettuale d’avanguardia e di innovazione responsabile che ha dato anima allo studio e che mette a frutto il potenziale creativo per generare progetti orientati ad una crescita economica, responsabile e sostenibile.

A valutare le opere in gara saranno due giurie d’eccezione composte da grandi nomi del cinema italiano: Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico per i lungometraggi; Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti per i corti. La giuria studentesca è invece composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED

5 Giugno 2026

Un festival accessibile: il Milano Film Fest arriva in tutti i quartieri, dall’Ospedale Niguarda al Carcere di Bollate

Un festival accessibile, inclusivo e condiviso: il Milano Film Fest 2026 presenta quest’anno le proiezioni e gli eventi con sottotitoli e interpretariato LIS, e porta lo spettacolo anche dentro l’Ospedale Niguarda nella Sala Medicinema e al Carcere di Bollate con Fuoricinema, oltre al ritorno del cinema all’aperto con “Scintille” in ogni quartiere, ancora più diffuso in 24 piazze e nuove venue. Il festival si svolge fino al 9 giugno, con la direzione artistica di Claudio Santamaria. 

Per rendere l’esperienza del cinema aperta a un pubblico sempre più ampio, il festival offrirà infatti negli eventi principali in sala i servizi di sottotitolazione e interpretariato LIS, resi possibili grazie al sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano, al fianco della manifestazione anche quest’anno. Inoltre, i 10 film nel concorso lungometraggi, i 20 del concorso cortometraggi e le 5 opere della sezione fuori concorso Controcampo, tutti in anteprima assoluta, saranno in questa edizione sottotitolati interamente in inglese e italiano, sugli schermi dell’Anteo Palazzo del Cinema, per una platea affezionata sempre più alla visione dei film in lingua originale.

“Siamo orgogliosi di sostenere per il secondo anno consecutivo il Milano Film Fest, una manifestazione che valorizza il cinema e lo rende un’esperienza accessibile, inclusiva e condivisa. – ha dichiarato Umberto Ambrosoli, presidente di Fondazione Banca Popolare di Milano Portare il festival in contesti di fragilità come l’Ospedale Niguarda e il Carcere di Bollate è un modo di coinvolgere la città, affine al nostro impegno: promuovere l’inclusione e favorire la partecipazione, presidi fondamentali per la crescita civile e culturale della comunità”.

Non solo distretto cinema: dal centro della città – dove il programma si alternerà tra Piccolo Teatro Strehler, Anteo, Casa degli Artisti e Casa di Quartiere Garibaldi – il festival si diffonde anche in tutti i quartieri. Si rinnova e si amplia la collaborazione con Medicinema, l’unica associazione italiana che utilizza il cinema come strumento di terapia, prevenzione e riabilitazione: il festival approda con un film del concorso lungometraggi proprio alla Sala Medicinema, che si trova nell’Ospedale Niguarda (Blocco Nord, settore A ,piano -1), con “Fantasy Life”, esordio alla regia di Matthew Shear, nella giornata di sabato 6 giugno alle 16. Una commedia con Amanda Peet, storia di un ansioso studente di giurisprudenza che ha abbandonato gli studi, per caso impiegato in un lavoro come babysitter delle tre nipoti del suo psichiatra, dove si innamora della madre delle bambine, un’attrice con un matrimonio in crisi. Il rapporto tra arte e medicina sarà ancora protagonista nel convegno di lunedì 8 giugno, con gli interventi a partire dalle 10 di Fulvia Salvi (Presidente Medicinema), Alberto Zoli (Direttore Generale ASST Grande Ospedale Metropolitano), Micaela Castiglioni (Università di Milano-Bicocca), Silvana Quadrino (Istituto CHANGE-Torino), Gianpaolo Casella e Paola Francesca Previtali (ASST Grande Ospedale Metropolitano), Gabriella Bottini (Università di Pavia), Gian Battista Ricci (psicologo-psicoanalista e arteterapeuta) e Vincenzo Valentini (Direttore del Dipartimento di Oncologia e Imaging – Gemelli Isola). A seguire nel pomeriggio, dalle 14, ci sarà anche un workshop con gli addetti ai lavori. Sempre lunedì 8 giugno, alle 19 all’Anteo Palazzo del Cinema, Medicinema porta, infine, il film “Lo Chiamava Rock & Roll” di Saverio Smeriglio, che segue la storia dell’incontro tra Mauro, rimasto invalido dopo un grave incidente, e Federico, un ragazzo affetto da atassia, della loro ricerca per mettere in discussione paure e certezze.

“Sempre più il cinema si attesta come importante strumento di medicina integrata. – ha dichiarato Fulvia Salvi, presidente Medicinema – Dal 2013 il nostro ente lavora con rigore scientifico nella applicazione e misurazione dei benefici prodotti dall’utilizzo del contenuto filmico nella cura del benessere ed oggi siamo orgogliosi di poter continuare a divulgare, attraverso la collaborazione con il Milano Film Fest, l’efficacia del cinema e dell’arte quali importanti veicoli terapeutici di sostegno alla medicina. Ringraziamo il settore cinema e la sua distribuzione, gli ospedali e le università per sostenerci nel nostro lavoro e nella ricerca clinica. Vogliamo oggi ringraziare il Milano Film Fest per la rinnovata collaborazione nella divulgazione della Cineterapia”.

Il Milano Film Fest raggiunge inoltre anche la sala Fuoricinema del Carcere di Bollate per due serate dedicate ai detenuti e al pubblico: venerdì 5 giugno l’attrice Anna Ferzetti introdurrà il film “Diamanti” di Ferzan Ozpetek, mentre mercoledì 9 giugno verrà proiettato il documentario di Cristiana Mainardi “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”, alla presenza del cast.

Al festival torna infine Scintille, il progetto speciale del Milano Film Fest che porta il cinema fuori dalle sale e dentro la vita quotidiana della città. Piazze, cortili popolari, giardini condivisi, scuole, centri culturali e spazi urbani si trasformano in arene cinematografiche a cielo aperto, dando vita a una costellazione di proiezioni gratuite diffuse nei nove municipi di Milano, in 24 spazi. Quest’anno, il progetto del Milano Film Fest è realizzato in collaborazione con MM, Sea, Politecnico di Milano e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

Non soltanto una rassegna estiva, ma un progetto che mette al centro il pubblico, i quartieri e la possibilità di condividere storie, emozioni e visioni nello spazio pubblico, in un appuntamento accessibile, informale e aperto a tutti, dove spettatori abituali, famiglie, studenti, abitanti dei quartieri e curiosi possono ritrovarsi fianco a fianco davanti a uno schermo. Gli spazi coinvolti saranno: il Parco dei Triangoli (Municipio 8), Piazza Selinunte – in collaborazione con CSI (Municipio 7), Piazza dell’Assunta in collaborazione con Stadera Design District (Municipio 5), Politecnico di Milano in collaborazione con Politecnico (Municipio 3), Mare Culturale Urbano  in collaborazione con Mare Culturale Urbano (Municipio 7), Mamme a scuola (Municipio 8), Liceo Manzoni in collaborazione con Liceo Manzoni (Municipio 1), Cortile MM Via Lombardia 65 in collaborazione con MM (Municipio 3), Giardino delle Culture (Municipio 4), Villaggio Barona in collaborazione con Villaggio Barona (Municipio 6), Giardini Lea Garofalo in collaborazione con Giardini in Transito (Municipio 1), Cortile MM Via Solari 40 in collaborazione con MM (Municipio 6), NAMA Anfiteatro Martesana in collaborazione con NAMA (Municipio 2), NUOVO ARMENIA in collaborazione con Nuovo Armenia (Municipio 9), Scomodo in collaborazione con Scomodo (Municipio 2), Giardini Palmieri in collaborazione con Stadera Design District (Municipio 5), Cortile MM Confalonieri 3 in collaborazione con MM Biblioteca Sport Confalonieri (Municipio 9), Campus NABA di Milano in collaborazione con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (Municipio 6), Cascina Cuccagna in collaborazione Cascina Cuccagna (Municipio 4), Villa Scheibler (Municipio 8), BiM in Viale Piero e Alberto Pirelli 10 in collaborazione con BiM (Municipio 9) in collaborazione con BIM (Municipio 9), BIG in collaborazione con BIG (Municipio 2).

Ogni sera, in più spazi nello stesso momento, arriva il cinema dalle 21.30 (solo in piazza Selinunte al Liceo Manzoni dalle 19): le proiezioni saranno accompagnate, in alcune serate, da presentazioni e incontri speciali con ospiti, registi, critici e realtà culturali del territorio. Tra i film in programma: L’ultima settimana di settembre di Gianni De Blasi, Dragon Trainer di Dean DeBlois, Come ti muovi, sbagli di Gianni Di Gregorio, Her di Spike Jonze, Amanda di Carolina Cavalli, Little Miss Sunshine di Valerie Faris e Jonathan Dayton, Orchestra Stonata di Emmanuel Courcol, Arrival di Denis Villeneuve, La leggenda di Ochi di Isaiah Saxon, Aragoste a Manhattan di Alonso Ruizpalacios, Gloria! di Margherita Vicario, Il giardino dei limoni di Eran Riklis, Daughter’s Daughter di Xi Huang, Shooting the Mafia di Kim Longinotto, Napoli-New York di Gabriele Salvatores, Zamora di Neri Marcorè, Perfect Days di Wim Wenders, Io sono l’amore di Luca Guadagnino, Gioia Mia di Margherita Spampinato, La Vita da Grandi di Greta Scarano, Priscilla, la regina del deserto di Stephan Elliott, L’attachement – La tenerezza di Carine Tardieu, Un mondo a parte di Riccardo Milani.

Infine, tra i tanti eventi nel calendario off aperto alle collaborazioni delle realtà cittadine, trova spazio la collaborazione con MediaFriends, nella giornata di lunedì 8 giugno alle 11 all’Anteo Palazzo del Cinema con la mattinata speciale di talk e proiezioni dal titolo “Sguardi condivisi: quando il cinema racconta il sociale”. Un appuntamento in cui il set diventa uno spazio di valori condivisi e di opportunità concrete per i giovani: protagoniste storie catturate dall’obiettivo per raccontare un mondo complesso, di chi prova a migliorarlo. In programma le proiezioni dei seguenti cortometraggi: “A Regola d’Arte” di Samuele Romano, “Scuola di Vita” di Andrea Franzoso, “Che storia: leggi, sogna, ama” di Antonio Palese e “Graffiti” di Alexis Sweet con Raoul Bova.

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