Le anticipazioni: al Piccolo Teatro con Vinicio Capossela, la Filarmonica e HardKoro

Descrizione

Milano, 19 maggio – Il Festival dichiara il suo amore per Milano celebrando la cultura nei suoi luoghi simbolo, grazie alla prestigiosa collaborazione con il Piccolo Teatro. È qui, in uno dei luoghi della scena milanese, che prenderanno vita alcuni degli appuntamenti in programma, mentre le strade della città si trasformeranno in un set a cielo aperto con dei tour guidati alla scoperta del legame profondo tra Milano e il cinema.

Dal grande schermo al teatro, dalla musica al podcast, sempre con lo spettacolo live in una venue d’eccezione: il Milano Film Fest presenta i primi eventi speciali in programma per la seconda edizione, che si terrà a Milano dal 4 al 9 giugno, e avrà come casa il Piccolo Teatro Strehler, con eventi e proiezioni in altri luoghi della città.

A dare il via alle danze, il primo giorno di festival, ci penserà Vinicio Capossela con l’incontro d’autore “Sotto il bosco di latte – il cinema al buio di Dylan Thomas”, giovedì 4 giugno alle 21.30. L’artista, tra i più visionari e letterari della musica italiana, ci accompagna in “un recinto di innocenza del mondo” raccontando il suo nuovo lavoro, il radiodramma “Sotto il bosco di latte”, libero adattamento di “Under milk wood” di Dylan Thomas: nelle parole dell’autore, “Una rappresentazione, una recita, una sceneggiatura, insomma qualcosa che ha a che fare con il cinema senza l’impiego della vista, ma con a disposizione il più talentuoso scenografo: la nostra immaginazione.”

Porte aperte nel weekend del festival: domenica 7 giugno alle ore 19 sarà presentato in esclusiva per il Milano Film Festival al Piccolo Teatro Strehler di Milano (ingresso gratuito con prenotazione) un’anteprima del documentario inedito Concerti d’Oriente della Filarmonica della Scala. Ad inaugurare la serata ci sarà la conversazione con il Maestro Myung-Whun Chung, Direttore Emerito della Filarmonica della Scala dal 2023 e direttore musicale designato del Teatro alla Scala a partire dal 2026. Il documentario di Marco Ferullo e Moreno Pirovano, realizzato da Zampediverse, segue da vicino i quindici giorni di tournée della Filarmonica della Scala in Asia e la vita dell’orchestra tra Corea del Sud e Giappone, in un viaggio musicale che a settembre 2025 ha attraversato città come Seoul, Busan, Sapporo, Tokyo, Yokohama, Nagoya e Osaka, segnando il ritorno dell’orchestra in Asia dopo diciassette anni. Sotto la guida di Myung-Whun Chung, figura naturalmente sospesa tra Oriente e Occidente, Concerti d’Oriente è il racconto di questo passaggio: dal frammento all’insieme, dall’attesa all’evento, dalla distanza alla condivisione. Un viaggio dentro ciò che normalmente resta invisibile, dove la musica non è il punto di partenza, ma il momento in cui tutto si allinea per un istante perfetto, destinato a scomparire.

L’energia corale della metropoli esploderà sabato 6 giugno alle 21.30 con HardKoro, l’ensemble estemporaneo più in voga di Milano nel format pop-up che ha ribaltato le regole del canto corale. Una produzione M2P (attiva dal 2022 per portare il canto in contesti inaspettati) che trasforma il pubblico in protagonista. Nessuna audizione, nessuna iscrizione, chi arriva canta, seguendo la guida di un Maestro che accompagna il gruppo attraverso armonizzazioni semplici e accessibili. Intorno a una canzone iconica, svelata solo all’ultimo momento, prende forma in poche ore un’esperienza collettiva fatta di ascolto, adrenalina e condivisione

Durante i giorni del festival si svolgeranno le visite guidate “Milano e il cinema”, un itinerario che illustra il rapporto tra la città e la settima arte, con focus sul ruolo di Milano come set ideale per uno spaccato economico e culturale del Paese e come centro fondamentale a livello produttivo e distributivo. Il percorso prenderà avvio da Piazza Duomo, location di alcuni capolavori della cinematografia italiana, da Miracolo a Milano a Totò, Peppino e la Malafemmina fino a Rocco e i suoi fratelli, per svilupparsi poi tra Piazza della Scala e il Quartiere di Brera seguendo la filmografia dedicata a Milano e ricordando le tante sale cinematografiche oggi scomparse che un tempo animavano la città. Tappa conclusiva del percorso sarà ilcinema Anteo, dove il percorso si concluderà con un talk con proiezioni a tema milanese curato dai critici di Milano Film Fest. Le visite – comprensive dei talk – avranno la durata di due ore e mezzo circa e si svolgeranno giovedì 4 giugno (ore 10.15), sabato 6 (ore 9.45), domenica 7 (ore 11.45), martedì 9 (ore 12.45). Tutte le info:
https://www.milanoguida.com/milano-film-fest/?utm_source=MFF.

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10 Giugno 2026

Milano Film Fest 2026: annunciati i film vincitori

Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025), ritratto on the road di un’amicizia tra due ragazzi messa a dura prova dal viaggio verso l’Europa, e A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025), riflessione originale e critica sul sistema scolastico ed educativo, vincono rispettivamente i premi come miglior lungometraggio e miglior cortometraggio del Milano Film Fest 2026. 

I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione all’Anteo Palazzo del Cinema, alla presenza del direttore artistico Claudio Santamaria.

La Giuria dei Lungometraggi composta da Valeria Bruni Tedeschi (Presidente), Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico ha assegnato i seguenti premi:

Premio al Miglior Lungometraggio in concorso (5000 €) a Where the Wind Comes From di Amel Guellaty con la seguente motivazione: 

“Un’opera al contempo semplice e sofisticata, libera e poetica, che impone una visione della vita originale e potente dal punto di vista cinematografico. Pur nella sua essenzialità, il film restituisce uno spaccato autentico della società del paese d’origine, la Tunisia, affidandosi ad attori che non si limitano a recitare, ma semplicemente sono. Questa purezza espressiva e questa libertà formale evocano il meglio del cinema iraniano, mentre il titolo richiama alla memoria un film di alta poesia di Pasolini, “Che cosa sono le nuvole?”. Una cifra stilistica altissima, capace di regalare al film un respiro universale”. 

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare la menzione speciale “Futuro” agli interpreti di Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025) Eya Bellagha e Slim Baccar con la seguente motivazione: 

“I due ragazzi protagonisti, con la loro giovinezza, il loro bisogno di libertà e la loro vitale energia, mantengono l’opera in una tensione costante e mai allentata, incarnando la necessità urgente di andare altrove. Senza mai cedere al cliché del “giovane arrabbiato”, i due interpreti costruiscono un legame magnetico, guidato da un affetto naturale, profondo e mai forzato”.

Premio per la Miglior Interpretazione Maschile a Matthew Shear, interprete e regista di Fantasy Life (USA, 2026) con la seguente motivazione: 

“Per l’equilibrio, la misura e la credibilità con cui ha guidato l’intera interpretazione, arricchendola di una sottile autoironia. La sua performance è così generosa e focalizzata sul personaggio da far quasi dimenticare che sia lui stesso il regista del film: muovendosi con la totale libertà di un attore chiamato a servire una storia altrui, ha saputo integrarsi perfettamente in un’architettura narrativa solida e strutturata, firmando un’opera in cui regia e interpretazione si completano a vicenda”.

Il Premio per la Miglior Interpretazione Femminile a Sarah Pachou, Mélanie Laurent, Angelina Woreth per The Wonderers  di Josephine Japy (Francia, 2025) con la seguente motivazione:

“Per la straordinaria forza dell’unità d’insieme espressa sullo schermo. Il grande lavoro di costruzione attoriale della giovane protagonista trova un perfetto contrappunto nell’interpretazione per sottrazione della madre. Tutte e tre le donne sfuggono costantemente alla prevedibilità e ai cliché, traducendo la sofferenza in un lavoro pulito, fatto di silenzi e sottintesi. L’adolescente commuove nel suo sentirsi imprigionata dalle dinamiche familiari e, al contempo, profondamente piena d’amore per la madre e la sorella. La sua maturità si scontra con un sentimento contrastante: il desiderio umano di non voler essere adulta. Mélanie impressiona per interiorità, profondità espressiva e intelligenza emotiva, affiancata da una giovane interprete il cui lavoro, mai forzato, scompare dietro l’assoluta autenticità del ruolo”.

La Giuria dei Cortometraggi composta da Margherita Vicario (Presidente), Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti ha assegnato i seguenti premi e riconoscimenti speciali:

Il Premio al Miglior Cortometraggio (2500 €) al film A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025) 

con la seguente motivazione: “Perché attraverso una forma estremamente dinamica, ma mai superficiale e sfruttando al massimo le potenzialità emotive di un elaborato montaggio audio e video, affronta un tema che ci riguarda tutti, di natura quindi pubblica e privata. Politica e personale. Un piccolo mondo scolastico rappresenta problematiche universali: ci mostra che un rapporto umano valido, se messo al centro, puo’ lentamente cambiare le cose ma purtroppo non basta se il peso di questa responsabilità non è sorretto da un sistema collettivo virtuoso. Nonostante la frustrazione, è evidente però che la fatica quotidiana anche quando ci appare insensata non è mai vana e inutile. Per queste motivazioni vince all’unanimità Il premio miglior corto 2026 del Milano Film Fest A Sisyphean Task”.

La Giuria dei cortometraggi ha assegnato inoltre due menzioni speciali ai corti:

Concrete Kids di Saulius Baradinskas (Lituania, 2026) 

“per l’originalità estetica, la capacità di far dialogare e convivere scenografia, fotografia, costumi, scelte musicali e coreografiche coraggiose all’insegna di un’ armonia audio visiva estremamente godibile”.

Faux Bijoux di Jessy Moussallem (Francia, Libano, 2025) 

“per aver affrontato un tema controverso e di grande attualità con sensibilità, delicatezza e profondità, evitando ogni forma di giudizio. Attraverso l’incontro tra la giovane protagonista animata dal desiderio di fuga e una donna europea alla ricerca di una gestante per il proprio figlio, la regista costruisce un racconto capace di mettere in dialogo due mondi apparentemente lontani, il Libano e l’Occidente. Tra bisogni contrapposti, disperazione e speranza condivise, emerge uno sguardo umano e partecipe che restituisce tutta la complessità delle scelte individuali e delle disuguaglianze globali”.

Infine, il film “Where the Wind Comes From” di Amel Guellaty vince anche il Premio al Miglior Lungometraggio della Giuria Studentesca, composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED. 

La giuria ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “per aver saputo trasformare un coinvolgente coming of age in un racconto autentico e universale, capace di intrecciare sogno e realtà, leggerezza e intensità emotiva. Attraverso il viaggio dei suoi protagonisti, il film restituisce il ritratto di una generazione alla ricerca del proprio posto nel mondo, che affronta le contraddizioni del presente con coraggio, resilienza e speranza. Con uno sguardo poetico e genuino, Amel Guellaty dà voce ai giovani e alle donne di una Tunisia in trasformazione, realizzando un’opera prima capace di parlare ben oltre i confini in cui affonda le sue radici.”

8 Giugno 2026

JoeVelluto firma i Premi del Milano Film Fest 2026

Uno specchio di luce in cui la città si riflette, un simbolo della relazione tra Milano e il cinema: sono queste le idee che hanno ispirato il design dei premi del Milano Film Fest firmati quest’anno da JoeVelluto, che verranno consegnati ai vincitori della manifestazione nella cerimonia di domani, martedì 9 giugno alle 21.30 all’Anteo Palazzo del Cinema. Il premio vede la collaborazione di Adi Design Museum in qualità di advisor. 

Partendo dalla lettera M, vero e proprio simbolo della città e del Milano Film Fest, il celebre studio crea un design visionario e originale articolato in tre diverse altezze, corrispondenti alle categorie premiate: il premio più alto per il Miglior Lungometraggio, quello intermedio per il Miglior Cortometraggio e il terzo per il Premio della Giuria Studentesca – Miglior Lungometraggio. Tre variazioni della stessa forma, pensate come presenze riconoscibili per celebrare il cinema e, insieme, la città che lo ospita.

«Per il Milano Film Fest abbiamo voluto creare un premio che fosse al tempo stesso simbolo, architettura e superficie narrativa. La “M” di Milano Film Fest diventa una forma verticale e luminosa, capace di richiamare Milano e di riflettere il linguaggio del cinema: un oggetto apparentemente statico, ma in realtà sempre diverso, perché cambia con la luce, con lo spazio e con lo sguardo di chi lo osserva.», dichiara Andrea Maragno, fondatore dello studio di design e comunicazione JoeVelluto. 

Una piccola architettura verticale che richiama le guglie del Duomo di Milano, le cui superfici sottili, metalliche e slanciate costruiscono un volume mutevole, capace di cambiare percezione a seconda dell’angolo di osservazione. Un premio che, pur nella sua apparente staticità, trascende dalla mera dimensione fisica, trasformandosi in un oggetto in movimento e incarnando perfettamente la natura del festival. Le sue superfici accolgono, riflettono e proiettano le immagini dell’ambiente circostante, evocando metaforicamente lo schermo cinematografico, luogo in cui le immagini prendono forma e diventano racconti.Dai primi anni 2000, JoeVelluto si è affermato nel panorama del design internazionale grazie ad un approccio sperimentale e di ricerca, adottando un forte taglio comunicativo e positivo. Grazie a questa esperienza pluriennale, lo studio ha sviluppato una grande versatilità nel mondo della creatività e dell’innovazione, passando agilmente dal contesto culturale a quello commerciale. JoeVelluto lavora, infatti, con grandi aziende, ma anche con PMI, start-ups, organizzazioni, istituzioni, musei e nonprofits, adottando un punto di vista multidisciplinare sempre diverso e mirando al cuore della richiesta attraverso insight che si generano sviluppando una profonda relazione con i partner.

JoeVelluto presenta una filosofia progettuale d’avanguardia e di innovazione responsabile che ha dato anima allo studio e che mette a frutto il potenziale creativo per generare progetti orientati ad una crescita economica, responsabile e sostenibile.

A valutare le opere in gara saranno due giurie d’eccezione composte da grandi nomi del cinema italiano: Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico per i lungometraggi; Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti per i corti. La giuria studentesca è invece composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED

6 Giugno 2026

Il Milano Film Fest arreda i propri spazi con Stooping: al Piccolo Teatro la sala stampa diventa sostenibile

Il Milano Film Fest sposa la sostenibilità e arreda i propri spazi con Stooping, la startup italiana a impatto sociale e ambientale che promuove il riuso di beni durevoli attraverso una community digitale e servizi dedicati a cittadini e organizzazioni. In particolare, la sala stampa presso il Piccolo Teatro Strehler, una delle case di questa edizione (con eventi fino al 9 giugno), è allestita in questi giorni con divani, sedute e salottini, che vivono così una seconda vita.

Stooping sarà protagonista al festival anche con un evento speciale, sabato 6 giugno nel giardino del CAM Garibaldi dalle ore 14, con uno Swap Party, l’incontro dedicato allo scambio gratuito di oggetti. Gli Swap Party di Stooping sono pensati per promuovere il riuso in modo semplice, creativo e coinvolgente: i partecipanti possono portare beni che non utilizzano più e scambiarli con altri oggetti messi a disposizione dalla comunità, dando nuova vita a risorse ancora perfettamente utilizzabili. Più di un semplice momento di scambio, gli Swap Party rappresentano occasioni di incontro, condivisione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare. Attraverso un’esperienza accessibile e inclusiva, favoriscono la riduzione degli sprechi, incoraggiano un consumo più consapevole e contribuiscono a rafforzare il senso di comunità tra le persone che partecipano.

Nata dall’esperienza della community Instagram Stooping Milano, oggi conta una rete di decine di migliaia di persone accomunate dall’obiettivo di ridurre gli sprechi. La missione di Stooping è trasformare il modo in cui le persone interagiscono con i beni usati. Attraverso iniziative online e offline, Stooping favorisce il recupero di arredi, complementi d’arredo, oggetti per la casa e beni ancora perfettamente utilizzabili che altrimenti rischierebbero di diventare rifiuti. Stooping realizza allestimenti sostenibili per aziende, eventi, spazi culturali, uffici e realtà del territorio, trasformando arredi e oggetti recuperati in elementi capaci di raccontare una storia e dare identità agli ambienti. Attraverso un’attenta attività di ricerca, selezione e curatela, progetta spazi unici che combinano sostenibilità, design e valore culturale, dimostrando come il riuso possa diventare una leva creativa e non solo una scelta ambientale.

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