Milano Film Fest Academy: dalle scuole al setin oltre 40 eventi tra masterclass e workshop

Descrizione

 Proiezioni, masterclass, workshop e un concorso tra studenti: dopo il successo dello scorso anno ritorna l’Academy del Milano Film Fest, lo spazio di formazione immersiva dedicato alla prossima generazione di professionistə del cinema e delle serie TV, con oltre 40 appuntamenti dal 4 all’8 giugno tutti gratuiti, lungo i giorni del festival diretto da Claudio Santamaria. 

Il modello unisce scuole, università, studenti e professionisti in un ecosistema creativo dove teoria e pratica si incontrano dentro e fuori il festival. Un’Academy che si trasforma e cresce insieme a Milano, ascoltando chi la vive e costruendo opportunità per chi la immagina. Il palinsesto si articola in alcune delle principali sedi del festival tra cui Casa degli Artisti e Garden Hub del giardino della Casa di Quartiere Garibaldi (CAM) oltre a talk di approfondimento e proiezioni dei cortometraggi realizzati dalle accademie, università e scuole partner, ospitate all’Anteo Palazzo del Cinema. 

L’Academy inaugura giovedì 4 giugno (alle 14.30 all’Anteo Palazzo del Cinema) con l’Accademia Teatro alla Scala che celebra il centenario di Dario Fo con la masterclass “Dario Fo oltre il teatro: visioni tra cinema e televisione” di Felice Cappa, una riflessione sul suo rapporto con il cinema, mediato dalla televisione: un percorso che seppur discontinuo è stato importante, e lo ha visto interprete, sceneggiatore e autore di soggetti. Il cinema di ieri a rapporto con quello di oggi e di domani invece nel workshop (alle 14, presso Casa di Quartiere Garibaldi)  di GoPractical su “Analogico vs Digitale: tecnologie a confronto” con Marcello Baretta, tra pixel e pellicola. Orientamento e confronto, in dialogo con le scuole superiori, nel talk “Come si innamorano i giovani del cinema oggi?” (alle 16.30, all’Anteo Palazzo del Cinema Anteo), moderato da Cristian Micheletti (The Next Line), che coinvolgerà il Liceo Manzoni, Anica Academy, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Cineteca Milano, Vertigo Film Fest. 

Evento speciale venerdì 5 giugno (alle 18.30, Anteo Palazzo del Cinema), quando verrà presentato “Non parlo solo di me”, documentario nato dal workshop Next Frame – Riprendere Milano, promosso da Milano Film Fest Academy e BASE Milano con il supporto di Fondazione Banca del Monte, un progetto, sviluppato insieme al direttore della fotografia Luca Bigazzi e a un gruppo di giovani collettivi milanesi, che restituisce uno sguardo corale sulla Gen Z e sul tema del desiderio. “Si tratta di un doc collettivo, – ha dichiarato Bigazzi – un tentativo di raccontare la condizione giovanile nel nostro paese, dove i giovani non sono considerati, non sono stimati, non sono pagati. La loro intelligenza, il loro entusiasmo, la loro rivolta sono racchiuse in questo lavoro indipendente.”

Nello stesso giorno IED Cinema presenta “Il Bello del Cinema! Tra Moda, Arte e Design” con Giovanni Ottonello (11.30, Casa di Quartiere Garibaldi), un viaggio, suggestivo ed emozionante, attraverso le immagini – e i tanti mestieri dietro le quinte – in film diventati iconici, grazie all’immaginario estetico che hanno rappresentato.

Il weekend inizia sabato 6 giugno con la masterclass “Visioni vs Visibilità”, tenuta dal regista Matteo Zoppis che esplorerà come un film possa costruire tensione e narrazione anche attraverso ciò che non mostra, rendendo l’assenza del protagonista un motore attivo e coinvolgendo l’immaginazione dello spettatore (alle 11.30, Casa di Quartiere Garibaldi), a cura di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti; seguirà la masterclass di Università Cattolica del Sacro Cuore – ALMED su “Scrittura e realizzazione di una serie TV: Doc – Nelle tue mani”  (14.30, Casa di Quartiere Garibaldi) con Francesco Arlanch ed Edoardo Gino, uno sguardo approfondito sul processo creativo e produttivo di una delle serie italiane di maggior successo internazionale degli ultimi anni; segue l’incontro a cura di RUFA (Rome University of Fine Arts) “Essere regista a 31 anni”, masterclass con Simone Bozzelli, del suo percorso dai videoclip alla regia di film, che mantengono una visione autoironica e originale (alle 17, Casa di Quartiere Garibaldi).

Domenica 7 giugno ancora al centro l’Intelligenza Artificiale, con gli eventi di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti che propone il talk “Fare Cinema con l’AI: GenJam, processo creativo e nuove competenze”, dove gli studenti sono coinvolti in un’esperienza immersiva (ore 15.30, Casa di Quartiere Garibaldi), e la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti presenta “Visioni in Movimento: Animazione Sperimentale con AI” con Simona Bursi, con dimostrazioni dal vivo, in un incontro accessibile anche ai meno esperti. 

Infine, lunedì 8 giugno SAE Institute presenta “Visioni Sonore” con Jacopo Farina (14.30, Casa degli Artisti), incontro polifonico sull’esperienza del giovane regista, la cui carriera spazia dal documentario (Anti-pop) ai videoclip per alcuni dei principali artisti dell’it-pop contemporaneo (Cosmo, Gazzelle, Levante), mentre l’Istituto Marangoni guida “SLIPPING PAST. Beyond the Screen” (ore 11, Casa degli Artisti) dedicato al futuro del cinema immersivo e dell’AI con Ced Pakusevskij, Francesco Briganti e Selim Unlusoy.

Milano Film Fest Academy inoltre rinnova la partnership con Vertigo Film Fest per il concorso dedicato ai cortometraggi delle scuole di cinema: il Concorso Academy Vertigo Film Fest. Rivolto agli studenti di cinema su tutto il territorio nazionale, si pone come obiettivo quello di mettere in luce la vivacità cinematografica emergente. La proiezione dei 10 cortometraggi selezionati avrà luogo durante il Milano Film Fest, precisamente lunedì 8 giugno dalle 16:30 alle 18:30 presso il Palazzo del Cinema Anteo. La premiazione invece si svolgerà alle 20 sul Sagrato del Piccolo Teatro Strehler, con la partecipazione di Celeste Della Porta. Le università, scuole e accademie selezionate per questa edizione sono in tutto 7: Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, IULM, IED, Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Mohole, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Anica Academy ETS. La giuria sarà composta da personaggi dell’industria del cinema italiano: Manuela Rima di Rai Cinema e 01 Distribution, con una lunga esperienza nell’acquisizione, promozione e scouting di cortometraggi, Andrea Italia di Nieminen Film, casa di produzione e distribuzione di corti, documentari e lunghi, Anita Rivaroli e Andrea Brusa, sceneggiatori e registi di corti e lunghi. 

Milano Film Fest Academy coinvolge inoltre due giurie studentesche, pensate per offrire a studenti e studentesse un’esperienza diretta di visione, confronto e valutazione critica all’interno del Festival. La prima giuria, composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED — sarà chiamata a giudicare i 10 lungometraggi del Concorso lungometraggi del Milano Film Fest. La seconda giuria, composta dagli studenti e dalle studentesse del Progetto Cinema del Liceo Manzoni, assegnerà invece il premio ai cortometraggi del concorso Academy Vertigo Film Fest, confermando l’attenzione del progetto verso il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nei processi di visione, analisi e scoperta del cinema contemporaneo. 

L’edizione di quest’anno presenta anche un’altra novità: il Kids District. Il festival dedica uno spazio speciale ai più piccoli e alle loro famiglie, proponendo un programma pensato per avvicinare bambini e bambine al linguaggio delle immagini, del cinema e della creatività attraverso esperienze partecipative, educative e divertenti. Il Kids District prende vita nel weekend con attività diffuse tra l’Anteo Palazzo Del Cinema, il Piccolo Teatro Strehler e la Casa di Quartiere Garibaldi. Sabato mattina, il Cinema Anteo ospita una mini proiezione di cortometraggi dedicata a bambini e famiglie, mentre nel pomeriggio il sagrato del Piccolo accoglie laboratori creativi per l’infanzia realizzati in partnership con Kikolle Lab e con il sostegno di Teddy. Domenica, la ludoteca della Casa di Quartiere Garibaldi ospita tre laboratori dedicati al cinema, alla fotografia e alle arti visive, sviluppati insieme a Piano Bi, con il sostegno di Fondazione Pasquinelli, per offrire ai più giovani un’occasione di scoperta, sperimentazione e gioco attraverso i linguaggi della creatività contemporanea.

Academy Milano Film Fest è un progetto sostenuto da: Fondazione Monte di Lombardia

In partnership con: Accademia Teatro alla Scala, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, IED – Istituto Europeo di Design, Istituto Marangoni, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), SAE Institute, Università Cattolica del Sacro Cuore – ALMED Alta Scuola per la Serialità, Cinetelevisiva, Università IULM, Go Practical, Base Milano, Mix Festival, Scomodo, Sony Music Publishing (Italy).

Con la partecipazione di: Anica Academy, I-Crea Academy Fondazione ITS per le imprese culturali e il territorio, Istituto Michelangelo Antonioni, Scuola Holden, Contemporary Humanities, Liceo Manzoni, Cineteca Milano, Fondazione Dario Fo e Franca Rame.

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10 Giugno 2026

Milano Film Fest 2026: annunciati i film vincitori

Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025), ritratto on the road di un’amicizia tra due ragazzi messa a dura prova dal viaggio verso l’Europa, e A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025), riflessione originale e critica sul sistema scolastico ed educativo, vincono rispettivamente i premi come miglior lungometraggio e miglior cortometraggio del Milano Film Fest 2026. 

I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione all’Anteo Palazzo del Cinema, alla presenza del direttore artistico Claudio Santamaria.

La Giuria dei Lungometraggi composta da Valeria Bruni Tedeschi (Presidente), Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico ha assegnato i seguenti premi:

Premio al Miglior Lungometraggio in concorso (5000 €) a Where the Wind Comes From di Amel Guellaty con la seguente motivazione: 

“Un’opera al contempo semplice e sofisticata, libera e poetica, che impone una visione della vita originale e potente dal punto di vista cinematografico. Pur nella sua essenzialità, il film restituisce uno spaccato autentico della società del paese d’origine, la Tunisia, affidandosi ad attori che non si limitano a recitare, ma semplicemente sono. Questa purezza espressiva e questa libertà formale evocano il meglio del cinema iraniano, mentre il titolo richiama alla memoria un film di alta poesia di Pasolini, “Che cosa sono le nuvole?”. Una cifra stilistica altissima, capace di regalare al film un respiro universale”. 

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare la menzione speciale “Futuro” agli interpreti di Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025) Eya Bellagha e Slim Baccar con la seguente motivazione: 

“I due ragazzi protagonisti, con la loro giovinezza, il loro bisogno di libertà e la loro vitale energia, mantengono l’opera in una tensione costante e mai allentata, incarnando la necessità urgente di andare altrove. Senza mai cedere al cliché del “giovane arrabbiato”, i due interpreti costruiscono un legame magnetico, guidato da un affetto naturale, profondo e mai forzato”.

Premio per la Miglior Interpretazione Maschile a Matthew Shear, interprete e regista di Fantasy Life (USA, 2026) con la seguente motivazione: 

“Per l’equilibrio, la misura e la credibilità con cui ha guidato l’intera interpretazione, arricchendola di una sottile autoironia. La sua performance è così generosa e focalizzata sul personaggio da far quasi dimenticare che sia lui stesso il regista del film: muovendosi con la totale libertà di un attore chiamato a servire una storia altrui, ha saputo integrarsi perfettamente in un’architettura narrativa solida e strutturata, firmando un’opera in cui regia e interpretazione si completano a vicenda”.

Il Premio per la Miglior Interpretazione Femminile a Sarah Pachou, Mélanie Laurent, Angelina Woreth per The Wonderers  di Josephine Japy (Francia, 2025) con la seguente motivazione:

“Per la straordinaria forza dell’unità d’insieme espressa sullo schermo. Il grande lavoro di costruzione attoriale della giovane protagonista trova un perfetto contrappunto nell’interpretazione per sottrazione della madre. Tutte e tre le donne sfuggono costantemente alla prevedibilità e ai cliché, traducendo la sofferenza in un lavoro pulito, fatto di silenzi e sottintesi. L’adolescente commuove nel suo sentirsi imprigionata dalle dinamiche familiari e, al contempo, profondamente piena d’amore per la madre e la sorella. La sua maturità si scontra con un sentimento contrastante: il desiderio umano di non voler essere adulta. Mélanie impressiona per interiorità, profondità espressiva e intelligenza emotiva, affiancata da una giovane interprete il cui lavoro, mai forzato, scompare dietro l’assoluta autenticità del ruolo”.

La Giuria dei Cortometraggi composta da Margherita Vicario (Presidente), Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti ha assegnato i seguenti premi e riconoscimenti speciali:

Il Premio al Miglior Cortometraggio (2500 €) al film A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025) 

con la seguente motivazione: “Perché attraverso una forma estremamente dinamica, ma mai superficiale e sfruttando al massimo le potenzialità emotive di un elaborato montaggio audio e video, affronta un tema che ci riguarda tutti, di natura quindi pubblica e privata. Politica e personale. Un piccolo mondo scolastico rappresenta problematiche universali: ci mostra che un rapporto umano valido, se messo al centro, puo’ lentamente cambiare le cose ma purtroppo non basta se il peso di questa responsabilità non è sorretto da un sistema collettivo virtuoso. Nonostante la frustrazione, è evidente però che la fatica quotidiana anche quando ci appare insensata non è mai vana e inutile. Per queste motivazioni vince all’unanimità Il premio miglior corto 2026 del Milano Film Fest A Sisyphean Task”.

La Giuria dei cortometraggi ha assegnato inoltre due menzioni speciali ai corti:

Concrete Kids di Saulius Baradinskas (Lituania, 2026) 

“per l’originalità estetica, la capacità di far dialogare e convivere scenografia, fotografia, costumi, scelte musicali e coreografiche coraggiose all’insegna di un’ armonia audio visiva estremamente godibile”.

Faux Bijoux di Jessy Moussallem (Francia, Libano, 2025) 

“per aver affrontato un tema controverso e di grande attualità con sensibilità, delicatezza e profondità, evitando ogni forma di giudizio. Attraverso l’incontro tra la giovane protagonista animata dal desiderio di fuga e una donna europea alla ricerca di una gestante per il proprio figlio, la regista costruisce un racconto capace di mettere in dialogo due mondi apparentemente lontani, il Libano e l’Occidente. Tra bisogni contrapposti, disperazione e speranza condivise, emerge uno sguardo umano e partecipe che restituisce tutta la complessità delle scelte individuali e delle disuguaglianze globali”.

Infine, il film “Where the Wind Comes From” di Amel Guellaty vince anche il Premio al Miglior Lungometraggio della Giuria Studentesca, composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED. 

La giuria ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “per aver saputo trasformare un coinvolgente coming of age in un racconto autentico e universale, capace di intrecciare sogno e realtà, leggerezza e intensità emotiva. Attraverso il viaggio dei suoi protagonisti, il film restituisce il ritratto di una generazione alla ricerca del proprio posto nel mondo, che affronta le contraddizioni del presente con coraggio, resilienza e speranza. Con uno sguardo poetico e genuino, Amel Guellaty dà voce ai giovani e alle donne di una Tunisia in trasformazione, realizzando un’opera prima capace di parlare ben oltre i confini in cui affonda le sue radici.”

8 Giugno 2026

JoeVelluto firma i Premi del Milano Film Fest 2026

Uno specchio di luce in cui la città si riflette, un simbolo della relazione tra Milano e il cinema: sono queste le idee che hanno ispirato il design dei premi del Milano Film Fest firmati quest’anno da JoeVelluto, che verranno consegnati ai vincitori della manifestazione nella cerimonia di domani, martedì 9 giugno alle 21.30 all’Anteo Palazzo del Cinema. Il premio vede la collaborazione di Adi Design Museum in qualità di advisor. 

Partendo dalla lettera M, vero e proprio simbolo della città e del Milano Film Fest, il celebre studio crea un design visionario e originale articolato in tre diverse altezze, corrispondenti alle categorie premiate: il premio più alto per il Miglior Lungometraggio, quello intermedio per il Miglior Cortometraggio e il terzo per il Premio della Giuria Studentesca – Miglior Lungometraggio. Tre variazioni della stessa forma, pensate come presenze riconoscibili per celebrare il cinema e, insieme, la città che lo ospita.

«Per il Milano Film Fest abbiamo voluto creare un premio che fosse al tempo stesso simbolo, architettura e superficie narrativa. La “M” di Milano Film Fest diventa una forma verticale e luminosa, capace di richiamare Milano e di riflettere il linguaggio del cinema: un oggetto apparentemente statico, ma in realtà sempre diverso, perché cambia con la luce, con lo spazio e con lo sguardo di chi lo osserva.», dichiara Andrea Maragno, fondatore dello studio di design e comunicazione JoeVelluto. 

Una piccola architettura verticale che richiama le guglie del Duomo di Milano, le cui superfici sottili, metalliche e slanciate costruiscono un volume mutevole, capace di cambiare percezione a seconda dell’angolo di osservazione. Un premio che, pur nella sua apparente staticità, trascende dalla mera dimensione fisica, trasformandosi in un oggetto in movimento e incarnando perfettamente la natura del festival. Le sue superfici accolgono, riflettono e proiettano le immagini dell’ambiente circostante, evocando metaforicamente lo schermo cinematografico, luogo in cui le immagini prendono forma e diventano racconti.Dai primi anni 2000, JoeVelluto si è affermato nel panorama del design internazionale grazie ad un approccio sperimentale e di ricerca, adottando un forte taglio comunicativo e positivo. Grazie a questa esperienza pluriennale, lo studio ha sviluppato una grande versatilità nel mondo della creatività e dell’innovazione, passando agilmente dal contesto culturale a quello commerciale. JoeVelluto lavora, infatti, con grandi aziende, ma anche con PMI, start-ups, organizzazioni, istituzioni, musei e nonprofits, adottando un punto di vista multidisciplinare sempre diverso e mirando al cuore della richiesta attraverso insight che si generano sviluppando una profonda relazione con i partner.

JoeVelluto presenta una filosofia progettuale d’avanguardia e di innovazione responsabile che ha dato anima allo studio e che mette a frutto il potenziale creativo per generare progetti orientati ad una crescita economica, responsabile e sostenibile.

A valutare le opere in gara saranno due giurie d’eccezione composte da grandi nomi del cinema italiano: Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico per i lungometraggi; Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti per i corti. La giuria studentesca è invece composta da 16 studenti e studentesse provenienti da alcune delle principali scuole partner di Academy — Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Istituto Marangoni Milano Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA (Rome University of Fine Arts), Università IULM, Accademia Teatro alla Scala, SAE Institute e IED

6 Giugno 2026

Il Milano Film Fest arreda i propri spazi con Stooping: al Piccolo Teatro la sala stampa diventa sostenibile

Il Milano Film Fest sposa la sostenibilità e arreda i propri spazi con Stooping, la startup italiana a impatto sociale e ambientale che promuove il riuso di beni durevoli attraverso una community digitale e servizi dedicati a cittadini e organizzazioni. In particolare, la sala stampa presso il Piccolo Teatro Strehler, una delle case di questa edizione (con eventi fino al 9 giugno), è allestita in questi giorni con divani, sedute e salottini, che vivono così una seconda vita.

Stooping sarà protagonista al festival anche con un evento speciale, sabato 6 giugno nel giardino del CAM Garibaldi dalle ore 14, con uno Swap Party, l’incontro dedicato allo scambio gratuito di oggetti. Gli Swap Party di Stooping sono pensati per promuovere il riuso in modo semplice, creativo e coinvolgente: i partecipanti possono portare beni che non utilizzano più e scambiarli con altri oggetti messi a disposizione dalla comunità, dando nuova vita a risorse ancora perfettamente utilizzabili. Più di un semplice momento di scambio, gli Swap Party rappresentano occasioni di incontro, condivisione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare. Attraverso un’esperienza accessibile e inclusiva, favoriscono la riduzione degli sprechi, incoraggiano un consumo più consapevole e contribuiscono a rafforzare il senso di comunità tra le persone che partecipano.

Nata dall’esperienza della community Instagram Stooping Milano, oggi conta una rete di decine di migliaia di persone accomunate dall’obiettivo di ridurre gli sprechi. La missione di Stooping è trasformare il modo in cui le persone interagiscono con i beni usati. Attraverso iniziative online e offline, Stooping favorisce il recupero di arredi, complementi d’arredo, oggetti per la casa e beni ancora perfettamente utilizzabili che altrimenti rischierebbero di diventare rifiuti. Stooping realizza allestimenti sostenibili per aziende, eventi, spazi culturali, uffici e realtà del territorio, trasformando arredi e oggetti recuperati in elementi capaci di raccontare una storia e dare identità agli ambienti. Attraverso un’attenta attività di ricerca, selezione e curatela, progetta spazi unici che combinano sostenibilità, design e valore culturale, dimostrando come il riuso possa diventare una leva creativa e non solo una scelta ambientale.

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